giovedì 27 dicembre 2012

Pan di zenzero..e buone feste :)

Come avranno notato in molti, a costo di passare per il Grinch della situazione, quest'anno l'ingegnere si è astenuta dal fare i regali. Non per assenza di spirito natalizio, sia chiaro, quanto per la mancanza di tempo sufficiente per girare per negozi e aspettare l'ispirazione, causa esame e quant'altro. Sì, lo so che sarebbe più semplice pensare in anticipo a cosa regalare a ogni singola persona presente nella mia vita, ma odio i regali programmati, quelli che bisogna fare per forza, quelli che diventano più motivo d'ansia che altro..perciò, scarseggiando l'ispirazione, ahimé, sono mancati i regali. 

Peccato che il giorno della vigilia, tra lucine, albero e genitori alle prese con mille regali, mi sia preso un...come dire...vago senso di colpa per non aver in nessun modo sfogato il mio spirito natalizio? Ecco, proprio quello.
La soluzione? Produrre una quantità industriale di omini di pan di zenzero, decorarli, bucarli per appenderli all'albero, usarli per inquietare la mamma che ti dice: "Non li mangio perché mi fanno impressione, mi sembra di ucciderli" (sì, abbiamo dei grooooossi problemi!) impacchettarne un po' e regalarli alle persone che potevo ancora raggiungere la sera della vigilia, e poi appenderne qualcuno sul mio albero per ammirare l'opera finale...con incredibile orgoglio, aggiungerei ;). 


La ricetta è stata una versione riveduta e corretta di quella di GialloZafferano, provata con la mia amica S. in occasione della cena sushi-natalizia di cui ho parlato qualche giorno fa: infatti, la dispensa dell'ingegnere era carente di farina (sembra impossibile ma sotto Natale accade questo e altro), perciò il tentativo è stato quello di usare una buona parte di farina di riso, con risultati sorprendenti, visto che non l'avevo mai usata; ho aggiustato un po' le spezie e lo zucchero (egoisticamente a mio gusto, ovvero per un risultato super speziato e poco zuccheroso...), et voilà! Un regalino carino dell'ultimo minuto, sicuramente più apprezzato dell'ennesimo regalo fatto per forza che si ripete ogni anno. Da tenere a mente per il prossimo Natale...;)



Ma senza altri discorsi, ecco la ricetta!

OMINI DI PAN DI ZENZERO

INGREDIENTI (per circa 45 omini, ma dipende molto dal loro spessore)
  • 150 g di burro (freddo!)
  • 100 g di farina 00
  • 250 g di farina di riso
  • 130 g di zucchero di canna grezzo
  • 130 g di miele
  • 1 uovo
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 2 cucchiaini abbondanti di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino e 1/2 di cannella in polvere
  • 1/2 cucchiaino scarso di noce moscata grattugiata

Se avete un robot da cucina, o una planetaria come me, il procedimento è semplicissimo: inserite il gancio e mescolate prima gli ingredienti in polvere con il burro freddo di frigo tagliato a pezzetti, quindi quando si formeranno delle grosse briciole aggiungete il miele e l'uovo. Quando il composto tenderà a staccarsi dalle pareti, spegnete tutto e con le mani formate una o più palle di pasta, che fascerete bene con la pellicola e metterete in frigorifero per qualche ora (io le ho lasciate una notte intera). 
In assenza di una planetaria, lavorate l'impasto in una ciotola mettendo gli ingredienti nello stesso ordine, facendo attenzione a usare la punta delle dita e non tutta la mano, per non scaldarlo troppo.
Dopo il tempo di riposo, sarà sufficiente stendere l'impasto su un piano infarinato e ricavare con uno stampino la forma degli omini, quindi disporli su una teglia coperta con della carta da forno (non vicinissimi, perché tendono a gonfiarsi un po') e infornare a 180° per circa 10 minuti (nel mio forno sono bastati 8 minuti circa, quindi teneteli d'occhio o rischiate di avere degli omini un tantino "abbronzati"!).

Se volete forarli per appenderli all'albero, usate uno stuzzicadenti per fare un forellino ancora prima di infornarli, poi se necessario ri-aprite il buco quando saranno usciti dal forno, ancora caldi.
Una volta raffreddati poi, potete decorarli con della pasta di zucchero oppure con una glassa fatta con un albume d'uovo montato a neve a cui avrete incorporato circa 150 g di zucchero a velo (in mancanza di una sac-à-poche io ho fatto un conetto di carta da forno tagliato sulla punta, funziona benissimo ugualmente!) e sbizzarrirvi con faccine, bottoni e quant'altro!



Per concludere, visto che per gli auguri di Natale ormai sono in ritardo,
auguro un felicissimo 2013,
che per l'ingegnere inizierà con un grande viaggio.........



Alla prossima!



domenica 23 dicembre 2012

Sushi time!

Anche stavolta, tutto è partito a un corso dell' Accademia dei Sapori.
Poi, ci si è messa anche la voglia di organizzare una serata pre-natalizia tutti insieme, ma di farla un po' diversa dal solito.
Quindi, si è aggiunta la richiesta delle amiche di imparare a fare il sushi.
Da tutto ciò, è nata una festa di Natale a base di cappellini bizzarri, sushi, pasta di zucchero liquida e biscottini pan di zenzero, con una splendida compagnia...diciamolo, ci può essere di meglio? ;)




MAKI (ovvero i rotolini di alga)

INGREDIENTI (NOTA: non indico le quantità in grammi perché dipende tutto da quanti siete, quanto sushi mangiate, quanto riso mettete in ogni maki, quanto pesce, quanti ne fate con il pesce e quanti di sola verdura, etc etc etc...è la classica situazione in cui "andare a occhio", cosa di cui io non sono granché capace, infatti ho dovuto riciclare una quantità ENORME di riso avanzato..)
  • riso Vialone Nano (deve avere un chicco piccolo e tondo)
  • condimento per sushi (si trova negli ipermercati, io ho usato questo della Kikkoman, non è altro che un mix di aceto di riso, sale e zucchero)
  • alga nori (si trovano le confezioni nei negozi biologici tipo NaturaSì, o negli ipermercati)
  • tonno rosso, salmone (fresco o surgelato)
  • carote, zucchine, peperone e cetriolo
  • avocado
  • Philadelphia
  • salsa di soia
  • wasabi (possibilmente in polvere, è molto più forte)
  • carta di alluminio

Per preparare il sushi la fase più delicata è la cottura del riso. Innanzitutto è fondamentale lavarlo benissimo, finché l'acqua di lavaggio non diventerà trasparente (in questo modo il riso si compatterà dopo essere stato cotto, senza però formare un "pastone" che non sarebbe granché da mangiare..), quindi bisogna metterlo in una pentola bella capiente, e coprirlo con un peso d'acqua 20% maggiore del peso del riso (per 1 kg di riso, 1,2 kg di acqua). Una volta aggiunta l'acqua, coprire con il coperchio e cuocere a fuoco medio/alto per 10-15 minuti, o finché l'acqua sarà completamente assorbita. NON MESCOLATELO MAI! Quando sarà cotto, versatelo in una ciotola SENZA RASCHIARE VIA QUELLO ATTACCATO AL FONDO DELLA PENTOLA e copritelo con un foglio di carta da forno (o un canovaccio) inumidito. Lasciate riposare finché non raggiungerà la temperatura corporea, circa 36°.
Quando il riso sarà alla giusta temperatura, conditelo con qualche cucchiaio di condimento per sushi: anche qui bisogna andare ad assaggio, non c'è una quantità prefissata.

Nel frattempo, tagliate le verdure a julienne e sbollentatele (o cuocetele al vapore) per qualche minuto, devono rimanere croccanti ma ammorbidirsi leggermente.

Una volta preparati tutti gli ingredienti, si possono assemblare i maki: stendete un foglio di carta di alluminio sul piano di lavoro, quindi adagiatevi sopra un foglio di alga nori con la parte più liscia rivolta verso l'alluminio. Bagnatevi le mani con acqua e aceto di riso, quindi prendete una bella manciata di riso, compattatelo tra le mani fino a formare una palla e poi schiacchiatelo sull'alga, coprendone i due terzi inferiori. FATE ATTENZIONE A TOCCARE IL MENO POSSIBILE L'ALGA, perché bagnandosi diventa tutta grinzosa. Premete bene per formare uno strato compatto di riso, quindi circa a metà della parte coperta con il riso disponete in orizzontale alcune listarelle di pesce (in modo da occupare tutta la lunghezza), a cui affiancherete una riga di verdura (quella che preferite, sbizzarritevi con gli accostamenti cromatici) e una riga di avocado tagliato a listarelle oppure di Philadelphia, che avrete prima inserito in una sac-à-poche.
Sistemate tutte e tre le "righe", potete arrotolare: SENZA TOCCARE L'ALGA, prendete la parte inferiore dell'alluminio e con quella iniziate ad arrotolare l'alga, facendo rimanere bene all'interno tutto il ripieno; una volta fatto il primo "giro", premete bene in modo che rimanga fissato. Staccate l'alluminio, e aiutatevi sempre senza toccare l'alga a chiudere completamente il giro.
Quando questa specie di salsicciotto d'alga sarà pronto, lasciatelo riposare al fresco qualche minuto: quindi, con un coltello ben tagliente, ricavate i vostri maki, che dovranno essere alti circa 1,5-2 cm ciascuno (generalmente con un foglio di alga se ne ottengono 5 o 6).

Servite i maki con della salsa di soia a parte, nella quale potete sciogliere, se lo gradite, una punta (ma una punta!) di wasabi.









domenica 16 dicembre 2012

Cheesecake ciocco-cocco..last minute!

La chimica organica mi distrugge. E, se non si fosse capito, mi impedisce di frequentare abbastanza spesso il blog. Ma prima o poi le vacanze arriveranno...e si sono accumulate troppe ricette da postare!

Nel frattempo, un post ultra-rapido per l'ennesima cheesecake. Come sempre, una volta fissata su una ricetta  la ripropongo in tutte le salse...in questo caso, una sperimentazione! Ebbene sì, la testa da ingegnere ha deciso di lasciarsi andare a un minimo di fantasia (i miracoli del Natale!) per mettere insieme un dolce durante un weekend di sci con gli amici, weekend che si è tenuto in appartamento privo di forno, logicamente. Di conseguenza, scelta ridotta a:
- tiramisù
- cheesecake 
e indovinate quale delle due ha vinto? ;)
Data la passione dei compagni per i simil-Bounty fatti in casa (lo so, devo postare la ricetta, ma le foto sono veramente brutte!) , mi è girato per la testa di provare a fare una cheesecake cocco-cioccolato,tanto per cambiare, e di fare tutto monoporzione, più per la mancanza di una teglia di dimensioni adatte che per una decisione presa di mia spontanea volontà. In ogni caso, il risultato è stato apprezzabile...in assenza di un dolce dell'ultimo minuto, questi secondo me vanno benissimo, sono super veloci da preparare e se anziché in frigorifero li fate raffreddare nel congelatore si solidificano giusti giusti nel tempo che impiegate per cenare (anche se vi assicuro che il giorno dopo rendono moooolto di più!).

Mettete il caso di avere degli ospiti dell'ultimo momento e nessun forno disponibile.......;)

Nota: la foto è della versione grande della cheesecake, è leggermente diversa come ricetta ma preferisco postare quella di partenza, che pur essendo il primo esperimento è venuta meglio...peccato che le piccole cheesecake siano scomparse prima di essere fotografate!



 CHEESECAKE SEMIFREDDA COCCO E CIOCCOLATO

INGREDIENTI

  • una confezione di biscotti Digestive 
  • 90 g burro fuso
  • 450 g Philadelphia
  • 200 g mascarpone
  • 250 g yogurt intero (bianco o al cocco)
  • 100 g zucchero a velo
  • 100 g cocco grattuggiato
  • 15 g colla di pesce
  • una tavoletta di cioccolato fondente
  • una noce di burro
Sbriciolare i biscotti con un frullatore (o se siete molto nervose come la sottoscritta ultimamente, pestarli violentemente con un batticarne, cercando di non buttarli ovunque..) e mescolarli al burro fuso freddo. Mettere il composto sul fondo di una teglia coperta di carta da forno (o come ho fatto io, di tanti pirottini di alluminio) e premere per compattarlo, quindi riporre il tutto in frigo. 
Nel frattempo, mettere la colla di pesce ad ammorbidire in un po' di acqua fredda per una decina di minuti.
In una ciotola, amalgamare bene il mascarpone con lo zucchero, quindi aggiungere il Philadelphia e metà dello yogurt. Scaldare il restante yogurt in un pentolino, quindi strizzare la colla di pesce e scioglierla nello yogurt caldo. Una volta raffreddato il tutto, unire alla crema già preparata, aggiungere il cocco e versare la crema sul fondo di biscotti. Mettere a riposare in frigorifero o, se avete fretta, in freezer.
Per la copertura, sciogliere a bagnomaria il cioccolato con la noce di burro, e una volta fuso ricoprire la torta o le mini-tortine con uno strato uniforme, quindi mettere nuovamente tutto al fresco. 



E se magari la giornata gira male...giuro che come migliora-umore funziona alla grande!;)




martedì 4 dicembre 2012

Cheesecake Love

A me tutta questa corsa al Natale fa venire l'ansia. E sia chiaro che l'atmosfera natalizia, il comprare i regali, le luci, l'aria di festa...sono cose che amo alla follia. Però sarà che a casa mia prima dell'Immacolata è sempre stato VIETATO anche solo parlare di fare qualcosa che somigliasse a un albero di Natale, ma io ormai sono regolata almeno almeno sul 10, giorno più giorno meno, per iniziare a pensare natalizio. Quest'anno invece mi trovo già circondata da chilometri di luminarie, in entrambe le città che frequento, gente impazzita che corre ovunque a cercare regali...in una parola, calma! Vale davvero la pena di trasformare una festa in uno stress? 

Premesso tutto ciò, domenica ho deciso di preparare una torta che per me non fa assolutamente Natale. Sì, nella mia mente contorta ci sono torte da inverno, torte da estate, e via dicendo...comunque, quando con il fratello super cuoco si è deciso di preparare il pranzo domenicale (e a me ovviamente è stato affidato solo il dolce, per la parte salata si è preso tutta la responsabilità lui...che presto o tardi potrebbe anche condividere le sue ricette ;)), la prima proposta che mi è venuta in mente è stata la mia torta estiva preferita. Ok, forse una delle mie torte preferite in assoluto, siamo onesti, amo la cheesecake. Tantissimo. Ma chiudiamo la parentesi, è meglio. Comunque, la proposta è stata accolta con un entusiasmo inaspettato, e una volta messi madre e fratello di fronte alla scelta: cheesecake semifreddo o cotto? Ancora più inaspettatamente la risposta è stata la seconda. Perciò, è partita la produzione di una New York Cheesecake (con qualche piiiiccola modifica alla ricetta originale) preparata la sera prima per farla riposare bene, coperta con panna acida e una salsina ai lamponi......diciamo che ho preferito lasciare a casa quella poca rimasta per evitare di buttarmici di testa durante la notte. E c'è da dire che anche la famiglia ha apprezzato non poco...;)

Enjoy!





NEW YORK CHEESECAKE 

INGREDIENTI (teglia rotonda da 23 cm di diametro):
  • 1 confezione di biscotti Digestive
  • 90 g di burro
  • 500 g di Philadelphia
  • 100 g di ricotta
  • 100 ml di panna da montare
  • 100 g di zucchero
  • 3 uova
  • 20 g di fecola di patate
  • succo di 1/2 limone
  • semi di 1/2 bacca di vaniglia
per la copertura:
  • 250 ml di panna
  • succo di 1/2 limone
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
per la salsa:
  • una confezione di lamponi
  • mirtilli q.b.
  • 3 cucchiai di zucchero a velo

Preparate il fondo della torta: sbriciolate i biscotti con un frullatore e mescolateli con il burro fuso, fino a ottenere un composto umido e sabbioso. Sistemate sul fondo della teglia (possibilmente apribile) uno strato di carta da forno, quindi coprite il fondo e per quanto possibile i bordi con il composto di biscotti, premendo bene per compattare il tutto. Mettete la teglia in frigo per una mezz'ora circa.

Per la crema, iniziate montando le uova con lo zucchero fino a farle diventare belle spumose. Aggiungete il formaggio e amalgamate bene, quindi unite i restanti ingredienti, fatta eccezione per la panna,e mescolate con una spatola finché la crema sarà liscia e omogenea. A parte, semimontate la panna (deve essere morbida!) e unitela alla crema mescolando dal basso verso l'alto. Una volta amalgamato il tutto, versatela nel guscio di biscotti che avevate sistemato in frigorifero e infornate nel forno caldo a 180° per una mezz'ora circa. Quindi, abbassate la temperatura a 150° e proseguite la cottura per un'altra mezz'ora.
Una volta pronta, lasciatela raffreddare completamente.

Preparate la panna acida montando la panna con lo zucchero a velo e il succo di limone, finché risulterà piuttosto compatta. Ricoprite la torta fredda con la panna, formando uno strato di circa mezzo centimetro. Mettete a riposare in frigo per qualche ora, meglio ancora se per tutta la notte.

Per la salsa ai lamponi, mettete in una padellina i lamponi con lo zucchero a velo e due cucchiai d'acqua, lasciandoli cuocere finché non si sfalderanno completamente. Quando avranno formato una poltiglia, versatela in un colino e filtratela con l'aiuto di un cucchiaio per ottenere una salsa liscia.
Subito prima di servire la torta, decoratela ricoprendola con la salsa ai lamponi e qualche mirtillo fresco.



Note:
- per la guarnizione, potete usare qualsiasi tipo di frutta, l'ideale è sceglierne un tipo un po' acidulo per contrastare ila sensazione "grassa" data dal formaggio e  dal burro; potete anche scegliere se cospargere la torta con la salsa o, in alternativa, servirla a parte e lasciare che ciascuno si serva a piacere :)
- la libera scelta vale anche per il formaggio: il totale deve essere di 600 g (ammesso che usiate le dosi indicate per gli altri ingredienti), ma potete scegliere sia di usare l'intera quantità di Philadelphia (come vorrebbe la ricetta originale) sia di combinarlo con ricotta, yogurt denso, robiola o quello che preferite!

giovedì 29 novembre 2012

Lezioni di..Cous Cous!

Quando le cose non vanno, meglio tenersi impegnati, giusto? 
E infatti in questi giorni che di buono hanno avuto ben poco (eccezione fatta per la fantastica notizia della conferma del mio Erasmus, tanto attesa ma finalmente arrivata!) non ho fatto altro che ripetermi: "Non pensare nemmeno un momento di stare senza far nulla". La fortuna è stata che proprio in questi giorni avessi una full immersion di corsi all'Accademia dei Sapori (ve ne avevo già parlato qui), e oltretutto ho avuto l'occasione di allontanarmi un po' dalla mia adorata pasticceria per provare a cimentarmi con il sushi (prossimamente sui vostri schermi) e la cucina etnica. Infatti proprio ieri sera, incuranti del diluvio universale che ci ha inzuppati, io e altri sette/otto coraggiosi ci siamo messi a preparare cous cous, hummus, babaganoush, pita e té alla menta. Piano piano, tutti insieme abbiamo messo su una cena luculliana che per me, che amo il cibo etnico alla follia, è stata ECCEZIONALE.
Oggi, vi lascio la ricetta dei cous cous alla magrebina, come ce l'ha insegnata la nostra maestra della serata, Mariasole Borneto: vi assicuro che merita tutto il lavoro, dire che è buonissimo è dire poco! Evito di aggiungere altre parole, PROVATE PROVATE e PROVATE! ;)

Nota: la ricetta originale prevede di usare carne di montone, ma ieri sera è stata sostituita (per mia grande gioia, onestamente) con carne di manzo. Ho fatto anche qualche minuscola modifica per rendere più semplice la reperibilità degli ingredienti, tutto seguendo le indicazioni che ci ha dato Mariasole e le piccole variazioni sul tema che abbiamo applicato ieri sera in assenza di qualche ingrediente ;)



COUS COUS MAGREB

INGREDIENTI:
  • 1kg di cous cous precotto
  • 1 pollo biologico
  • 1 kg di manzo (la spalla va bene)
  • 12 salsiccette al peperoncino, non piccanti (bisognerebbe usare le merguez)
  • 8 carote
  • 4 cipolle bianche
  • 3 zucchine
  • 6 fondi di carciofo
  • 100 g di ceci (meglio se secchi e ammollati per una notte)
  • 100 g di uvetta
  • due manciate di anacardi
  • 3 bustine di zafferano
  • 1 cucchiaio di ras-el-hanout (un mix di spezie che potete trovare nei negozi etnici)
  • 1 cucchiaino di cumino
  • 1 cucchiaino di pimento o pepe della Jamaica
  • 3 cucchiaini di harissa
  • 4 pomodori maturi
  • 3 peperoni
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco tritato
  • sale, pepe, olio q.b.
  • acqua calda (in abbondanza, il risultato deve essere brodoso)

Tagliare il pollo e il manzo a pezzi (la pelle del pollo si può lasciare, noi abbiamo preferito toglierla) come per fare uno spezzatino. Tagliare le cipolle piuttosto finemente, e tutte le verdure a pezzettoni non troppo piccoli.
In una pentola molto capiente, far scaldare 4-5 cucchiai di olio e aggiungere le cipolle. Rosolarvi quindi la carne dorandola bene su tutti i lati, salare e pepare. 
Unire le carote e i ceci, versare dell'acqua calda fino a coprire di molto il tutto e aggiungere le spezie. Portare a ebollizione e far cuocere circa 25 minuti.
Nel frattempo, in una padella cuocere i peperoni con un paio di cucchiai d'olio finché non saranno belli rosolati, quindi tenerli da parte.
Aggiungere allo spezzatino (per chiamarlo così) le zucchine, l'uvetta, gli anacardi e i fondi di carciofo e far cuocere altri 20 minuti circa aggiustando di sale e pepe se necessario.
Nella padella usata per i peperoni, cuocere le salsiccette dopo averle bucherellate e tenerle da parte.
Intanto, preparare il cous cous come indicato sulla confezione, magari utilizzando al posto di parte della quantità di acqua indicata un po' di brodo dello spezzatino.
Servire il cous cous in un capiente piatto da portata, coperto con lo spezzatino, i peperoni, le salsicce, una spolverata di prezzemolo tritato e i pomodori tagliati a piccoli cubettini.

mercoledì 21 novembre 2012

Muffin. Muffin. MUFFIN!

Prima di tutto, lo so, sono secoli che non posto nulla. 
Ma purtroppo è iniziato il momento di mettersi a studiare seriamente, e i momenti di tranquillità per mettersi a scrivere sono pochi pochi...oggi, finalmente, i coinquilini sono dispersi e io mi prendo il mio tempo. Dopo una giornata di università, nemmeno a dirlo.
Comunque, anche se il tempo per scrivere è mancato, le pause-studio per mettere insieme un po' di cosette nuove sono state decisamente produttive...perciò, piano piano, vedrò di pubblicarle tutte. :)


Domenica scorsa, sola in casa con la mamma, ho deciso di chiudere i libri per un pomeriggio e di mettermi a produrre una discreta quantità di dolcetti per i miei compagni di università. Il motivo? La gratificazione assoluta del momento in cui si mettono a mangiare quello che preparo e lo apprezzano. Credo che non ci sia momento migliore della preparazione di un piatto (per quello che mi riguarda, specialmente dolci...), ovvero l'istante in cui tutti assaggiano, ti guardano e ti dicono: "Cavolo Marti, è troppo buono!". Ecco ragazzi, se per caso state leggendo, sappiate che le cose che preparo le faccio così volentieri solo ed esclusivamente per quel momento...
Lo so, lo so, che melensaggine...mah, sarà che oggi è una giornata un po' così. Sarà che ogni tanto, ci si guarda intorno e si capisce chi ci è vicino per davvero. E in quel momento, le cose che si fanno bene si fanno solo per le persone a cui si vuole bene sul serio.

(potete piangere, se volete)


Bene, situazioni commoventi a parte, passiamo alla ricetta (e scusate per i discorsi strappalacrime, ma il blog serve anche a sfogarsi un pochettino, giusto?:P)
Una ricetta DOPPIA! Sì, per non cadere nel banale ho deciso di fare ben due tipi di muffin diversi. Completamente diversi. 
Quelli alle mele, per chi si voleva sentire un po' più..."sano"...e quelli al cioccolato, anzi triplo cioccolato, per chi a metà lezione aveva voglia di buttarsi nel dolce più dolce che sono riuscita a produrre.

Oltretutto, sono diverse anche le ricette...onestamente, l'impasto per i muffin alle mele (riadattato da una vecchia ricetta che avevo) mi ha soddisfatta decisamente di più, anche perché non era tanto dolce e quindi è stato una merenda assolutamente perfetta. Per quelli super cioccolatosi mi sono buttata ciecamente sulla ricetta della mia adorata Nigella (con una piccola aggiunta), che però stavolta devo dirlo, mi ha un tantino deluso...vi riporto le ricette esattamente come le ho fatte, ma credo che occorreranno ulteriori esperimenti dei muffin al cioccolato...credo che non dispiacerà a nessuno!:)





La prima ricetta è particolarmente dedicata ad un'amica...come promesso, questi muffin hanno preso il suo nome :P)

DOLCETTI POLY (ovvero Muffin con mele, noci, cannella e crumble)

INGREDIENTI (per 15 muffin non tanto grandi):

  • 280 g farina
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 100 g di burro
  • 2 uova grandi
  • 150 g di yogurt bianco dolce (o aromatizzato a piacere)
  • 1 mela
  • 120 g di Confettura Elisir di Zibibbo Konza Kiffi o miele (discorso a parte...il miele va più che bene, in casa non ce n'era di particolarmente aromatico perciò su consiglio della mamma ho provato a usare questa confettura portata direttamente da Pantelleria...risultato eccellente!)
  • cannella q.b.
  • noci spezzettate q.b.
Per il crumble:
  • 30 g di burro
  • 30 g di zucchero
  • 50 g farina




MUFFIN AL TRIPLO CIOCCOLATO
(ricetta di Nigella Lawson)

INGREDIENTI (sempre per 15 muffin):

  • 250 g di farina
  • 150 g di zucchero
  • 250 g di latte
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 2 cucchiai di cacao
  • 1 uovo grande
  • 90 ml di olio di semi
  • 1 bustina di vanillina
  • 100 g gocce di cioccolato bianco
  • 50 g gocce di cioccolato al latte
  • crema al cioccolato spalmabile (io ho usato in alcuni la Nutella e in altri la Crema Fondente della Lindt)
Per entrambi gli impasti, mescolate da una parte gli ingredienti fluidi e dall'altra quelli secchi. Unite le due miscele e mescolate finché non saranno amalgamate (non di più, altrimenti rischiate di avere dei muffin della consistenza di una pietra...).
Inserite i pirottini di carta negli stampi per muffin (o foderateli con carta da forno, come ho fatto io) e riempite ciascuno circa per 3/4.
Per i muffin al cioccolato procedete in questo modo: mettete un cucchiaio di impasto, poi un cucchiaino di crema spalmabile, quindi ricoprite con altro impasto e cospargete, se vi sono avanzate, con qualche goccia di cioccolato.
Per i muffin alle mele, preparate il crumble mescolando con la punta delle dita il burro lo zucchero e le uova, fino a ottenere un composto sbriciolato, poi cospargetelo sui muffin prima di infornarli.
In entrambi i casi, cuocete in forno caldo a 180° per 15-20 minuti.



Dedicata ai miei amici...quelli veri. :)

giovedì 8 novembre 2012

Riso, carote e il piatto che non ti aspetti.

Perché poi alla fine ci sono quelle settimane che la spesa non hai proprio voglia di farla. Voglio dire, vai all'università, torni a casa, con tuuuutta la buona volontà ti trascini in palestra e in tutto ciò non ti regge proprio il cuore all'idea di RAGIONARE su una lista della spesa. Anche perché magari il tuo cervello, nonostante ti sia sbattuta due ore a pedalare-correre-saltare sullo step, avrebbe solo voglia di portarti nel reparto schifezze e farti fare danni irreparabili. Ergo, la spesa salta. Oppure peggio ancora, ti forzi a farla,a frequentare solo i "reparti sani", quelli a zero rischio...e finisci per tornare a casa, come la sottoscritta, con:

un pacco di carote da mezzo chilo
una confezione di due ricottine

Anche nota come la spesa senza senso.

Il problema è che magari poi ti penti di questa brillante idea, quando all'ora di cena la domanda diventa una: 
cosa c'è in casa?
La risposta te la da il tuo ripiano del frigo (vuoto...) insieme al tuo sportello della credenza (pieno,sì, di spezie...crackers...spezie...qualche fondo di pacchetto di cereali...ah, e spezie!), in cui svetta però il SACROSANTO pacco di riso bianco. 
Certo che magari hai mangiato riso bianco per tre giorni perché il tuo coinquilino ha contagiato te e il resto della casa con l'influenza, e hai avuto crampi incredibili, e la mamma insegna: "se hai mal di pancia fatti il riso in bianco".
Dalla scarsa voglia di cucinare e dalla scarsissima scelta di ingredienti, l'ingegnere ha prodotto un riso fatto in circa quindici secondi (cotture escluse, ma tutto si cuoceva da solo...), per il quale nutriva sinceramente poche speranze, ma che in conclusione si è rivelato super saporito, piacevole da mangiare con questo freddo, leggero e soprattutto diverso dalle cose a cui era abituata (chissà perché poi mi sto riferendo a me stessa in terza persona...l'idea è chiara, spero, in ogni caso).

Da provare...il colore è allegro ma veramente inquietante, però vi assicuro che è buono!

NOTA: La ricetta e il post si riferiscono al primo esperimento, pre-partenza per Parigi tanto per capirci. La foto invece è fresca fresca, fatta stasera, ma avevo voglia di un piatto più "minestroso" quindi è più una crema con il riso (ho usato quattro carote e due cucchiai di riso). A voi la scelta ;)





RISO CON CREMA DI CAROTE
(o CREMA DI CAROTE CON RISO...questione di proporzioni...:P)

INGREDIENTI (per una persona)
  • 3 cucchiai di riso bianco
  • due piccole carote (o quante ne preferite)
  • un cucchiaino di ricotta
  • noce moscata
  • abbondante pepe
  • olio, sale
  • parmigiano
Far bollire due pentolini di acqua salata. In uno, mettere a cuocere le carote pelate, lavate e tagliate a tocchetti. Quando saranno morbide, metterle in un frullatore insieme a 2/3 cucchiai di acqua di cottura, un cucchiaio d'olio e la ricotta. Frullare fino a ottenere una crema (io ho lasciato qualche pezzettino intero, ma fate come preferie), aggiungendo acqua di cottura nel caso sembrasse troppo densa. Aggiungere la noce moscata e un bel po' di pepe (importantissimo, il piccantino del pepe è perfetto con le carote!). Nel frattempo, cuocere il riso, quindi scolarlo mantenendo un po' del suo brodo e mescolare con la crema di carote. Impiattare e cospargere con il parmigiano.

Un'alternativa valida (se avete più tempo a disposizione, cosa che non mi succede da un po') è quella di fare un risotto "serio", con soffritto, brodo e tutto quanto, e mantecarlo alla fine con la crema di carote, burro e parmigiano. Certo si perde un po' il vantaggio della rapidità di preparazione...ma il piatto farebbe un salto di qualità!;)

martedì 30 ottobre 2012

Lezioni di...sfoglia!

Giusto per non farsi mancare niente, mi direte, non soddisfatta delle lezioni di chimica e di elaborazione di immagini, ci volevano pure le lezioni di pasticceria.
Del resto, il mio fratellino (che di "ino" ahimé, ormai non ha più molto, trattandosi di geometra lavoratore diciannovenne) c'era arrivato un anno prima di me: armato di grembiule e taccuino, tutti i martedì se ne andava a lezione di cucina. E quest'anno, ha convinto pure me, visto che l' Accademia dei Sapori ha dato il via anche a una serie di lezioni di pasticceria, il Girone dei Golosi (un nome...una garanzia!). La scorsa settimana, mi sono lasciata tentare dalla lezione sulla pasta sfoglia, mia grave carenza in cucina, e devo dire che credo ripeterò l'esperienza: con Matteo Migliaro alla guida della classe (16 persone di tutte le età e con le più disparate conoscenze di cucina) abbiamo prodotto cannoli, sfogliatine, ventaglietti e quant'altro. In poche parole, tornata a casa coperta di farina (sì, ho scoperto a mie spese che sbattere un sacco di farina da 5 kg sul bancone te ne fa volare metà addosso...) ma felice. Voto 10 all'Accademia dei Sapori :)  



Comunque, la replica delle sfogliatine ha dato buoni frutti anche al di fuori dell'Accademia: orgogliosissima del risultato, non potevo che fotografarlo tutta fiera di me e farlo vedere a tutti. Voilà! Le sfogliatine come quelle che la nonna comprava a merenda alle elementari, per capirci, quelle tutte zuccherose ma che più buone non si può.
Guardare per credere ;)




La realizzazione? Semplicissima, quanto ad assemblaggio. Certo che per fare una sfoglia come si deve ho imparato che ci vuole tanto di quel tempo...
Ci vuole anche un discreto tempo a scrivere tutto il procedimento, in effetti. E dal momento che l'ingegner qui presente (ok, non esattamente ingegnere, ma ci stiamo lavorando) è in partenza per Paris (gioia e tripudio!) e deve ancora preparare valigia e tutto quanto, vi lascio con un po' di suspence, che non guasta mai, e vi do appuntamento al prossimo aggiornamento, prometto che mi prenderò il tempo dovuto per non saltare nemmeno un piccolo passaggio o un minimo consiglio dello chef!


Un abbraccio a  tutti, chi passa per caso, chi commenta e chi si cimenta con le mie ricette, ci si vede tra qualche giorno!:)

M.




sabato 27 ottobre 2012

Crostata meringata al limone

Eh, qui si parla di virtuosismi.
Voglio dire, per una che di solito mette insieme una crostata o qualche brownie, che va bene, saranno anche buoni, ma per dire che sono belli ci vuole del coraggio...ecco, questa in confronto è alta pasticceria. Oltretutto in formato mignon (almeno, quella che si vede nella foto), visto che la "sorella" più grande non mi piaceva esteticamente, e ho avuto il coraggio di fotografarla solo quando mi è stato confermato che fosse buona, ovvero quando metà era già allegramente scomparsa...


In ogni caso, amo questa torta. In primis, la meringa: anni fa delle amiche francesi ci avevano fatto provare una specie di tronchetto semifreddo meringato, da flambare subito prima di servirlo con del Grand Marnier, e da allora è stato amore. Quando mi sono imbattuta per caso in questa crostata, una sera in centro, nella testa è scattato un: ommioddio è troppo buona devo rifarla! e ovviamente mi sono fissata con l'idea. Una cena da amici è stata l'occasione giusta...da replicare parzialmente, in formato mini, per il coinquilino che si lamentava perché per lui non c'era niente. Detto fatto ;)  Il tutto combinando produzione personale e sbirciamenti vari in giro per il web, visto e considerato che per frolla e meringa non avevo dubbi, ma non avevo assolutamente idea di come fare quella crema al limone che non è proprio una pasticciera e che sa così tanto di limone da bilanciare il dolcedolcedolce della meringa...fortunatamente, ho incrociato la ricetta di Laura: la crema è venuta perfetta! Per il resto, mi sono arrangiata. Piano piano arriverò a far tutto da sola...sono fiduciosa :)
Nel frattempo, godetevi il risultato: ci vuole un pochettino a prepararla, più che altro pasticciona come sono ho dovuto sporcare cinquemila ciotole e pentolini, però che buonaaaaaaaa! Sarete AMPIAMENTE ripagati dello sforzo.
Che dire...bon appetit!;)



CROSTATA MERINGATA AL LIMONE
INGREDIENTI (teglia da 22 cm di diametro)

per la frolla:
  • 2 tuorli
  • 150g di burro
  • 150g di zucchero
  • 300g di farina
Lavorare con la punta delle dita la farina, il burro e lo zucchero fino a ottenere un composto "sbriciolato", quindi aggiungere i tuorli e impastare rapidamente, cercando di scaldare l'impasto il meno possibile. Una volta ottenuta una consistenza omogenea, formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo in frigo a riposare per almeno una mezz'oretta.

per la crema al limone:
vi rimando alla ricetta di I dolci di Laura, vi assicuro che viene ottima! L'unico suggerimento è quello di ridurre un po' le dosi, a me ne è avanzata molta...certo, nel caso vogliate fare anche voi una versione più piccola in più, va benissimo cosi!

per la meringa:
  • 2-3 albumi (a seconda di quanto volete sia spesso lo strato, io ne ho usati 3)
  • circa 100 g zucchero (da misurare più che altro "ad assaggio")

Una volta raffreddata in frigo la pasta frolla, stenderla in una teglia foderata con della carta da forno. Coprire con un altro strato di carta da forno e un peso (fagioli secchi, ad esempio), quindi cuocere in forno caldo a 180° per circa 15 minuti. Sfornare, rimuovere la carta di copertura e i fagioli e lasciar raffreddare.
Riempire il guscio di frolla con la crema al limone ormai raffreddata, livellarla bene e coprire il tutto con un bello strato di meringa (io non avevo una sac à poche e sinceramente la preferivo un po' più "rustica", quindi ho lavorato con un cucchiaio, ma è questione di gusti). Infornare con il forno ventilato a 160°, magari anche parzialmente aperto, per una quindicina di minuti, finché la meringa risulterà bella soda e leggermente colorata.




mercoledì 24 ottobre 2012

Eurochocolate 2012


"Dimenticate i diamanti. E' il cioccolato, credo sarete d'accordo, il migliore amico delle ragazze."

Carole Matthews


C'è da dire che dopo questo weekend cioccolatoso potrei anche essere d'accordo. Sì, l'ingegnere si è presa l'ennesima vacanza (i drammi del post-laurea...) stavolta per tuffarsi  nell'Eurochocolate, a Perugia per tutta la settimana.
In una parola? Cioccolato. Ovunque. Dalla colazione (visto che Lui, per festeggiare la mia laurea, ha deciso di portarmi non solo a Perugia ma pure nell'albergo cioccolatoso! Quando si dice una full immersion...:D), agli assaggi in giro per il centro, dagli acquisti per le amiche alle foto per il blog (ovviamente!), dal kebab di cioccolato alle crepes alla Nutella a....troppe cose. Per la serie: essere in un paradiso di cioccolato per due giorni...il peccato è stato solo dover tornare a casa! Ma forse è meglio che le foto parlino da sole...buona visione!:)






Lo slogan di questa edizione?
APPlichiamoci!
E allora via alle torte al cioccolato decorate con le app..;)








venerdì 19 ottobre 2012

Pasta gratinata alla portofino

Ingredienti:
- quattro ragazzi affamati
- un fidanzato che ti dice: "Non mi prepari mai niente di salato" (ma il dolce se lo scofana comunque...)
- non molto tempo a disposizione
- voglia di fare qualcosa di diverso dalla pasta di sempre

Risultato?
Una pasta, molto ligure, ma al forno!



PASTA GRATINATA ALLA PORTOFINO

INGREDIENTI (per 6 persone)

  • 500g di tortiglioni
  • 100g di pesto
  • 200g di passata di pomodoro (o a pezzettoni)
  • una scatoletta di besciamella
  • parmigiano o pecorino grattuggiato q.b. (circa 6 cucchiai)
  • pangrattato q.b.
  • olio, sale
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, per un paio minuti in meno rispetto al tempo indicato sulla confezione. Nel frattempo, rosolare in un pentolino la passata di pomodoro con olio e sale. 
Scolare la pasta e condirla con la besciamella, mescolare bene e aggiungere il pomodoro, il pesto e un paio di cucchiai di parmigiano. Versare il tutto in una pirofila, cospargere con il parmigiano rimasto e circa due cucchiai di pangrattato. Infornare con il solo grill acceso per qualche minuto, finché non si formerà una crosticina sulla superficie.

Buon appetito!

domenica 7 ottobre 2012

Nigella insegna: i brownies più buoni di sempre

Lo so, lo so, l'ennesimo dolce, sono di una monotonia incredibile.
Ma non si tratta di un dolce...questo è IL dolce. Quello che mette d'accordo tutti. Quello che tutti chiedono almeno due volte. Quello che, diciamolo, fa rischiare le arterie per tutto il burro che c'è dentro. Quello che anche tuo fratello, che odia con tutto se stesso il cioccolato fondente, ti chiede di avere. Quello che devi fare "dimensione placca da forno" perché sennò mica ti basta per tutti.


Del resto, qui si parla di Nigella Lawson, non della prima che passa. Quanto adoro questa donna. 
Ho cercato su Youtube il video di questa ricetta e...non so se sia più bello vederli preparare o assaggiarli.
A voi il giudizio, non servono molte altre descrizioni.

Ah, un avvertimento: creano dipendenza...e sono facilisssssimi da fare!



BROWNIES DI NIGELLA LAWSON
(con qualche piccolo adattamento..)

INGREDIENTI (per una placca da forno)

375 g di burro
300 g cioccolato fondente
50 g cioccolato al latte
320 g zucchero
225 g farina
4 uova
1 bustina vanillina
1 pizzico di sale
100 g gocce cioccolato fondente
100 g gocce cioccolato bianco (o una tavoletta tagliuzzata)
nocciole q.b.
zucchero a velo

In pentolino piuttosto capiente, sciogliere a bagnomaria il cioccolato. Aggiungere il burro tagliato a piccoli pezzetti, non tutto insieme, ma pochi pezzetti alla volta e senza aggiungerne altro se quello già messo non si è ancora sciolto. Quando sarà tutto fuso, versare il composto in una terrina e lasciar raffreddare. 
Aggiungere un uovo alla volta sbattendo con una frusta, quindi unire lo zucchero, il sale, la vanillina e la farina, mescolando bene per evitare di formare grumi.
Unire le gocce (o i pezzetti) di cioccolato fondente e bianco e le nocciole tagliuzzate (potete aggiungere qualsiasi cosa vi piaccia, altra frutta secca ad esempio), mescolare rapidamente e versare il tutto in una placca foderata con della carta da forno.
Infornare a 180°, diciamo per 15-20 minuti, ma è molto relativo: l'importante è che si formi una bella crosticina sulla superficie ma che l'interno rimanga umido...Nigella docet!
Et voilà, i brownies sono pronti. Lasciateli raffreddare (se resistete al profumo!), tagliateli a quadrotti e serviteli cosparsi di zucchero a velo.



(ricetta dedicata alle mie compagne di università...ragazze, prossima volta dovete assolutamente portarli voi!)

venerdì 5 ottobre 2012

Kinder Paradiso..celebrativa!

Dopo due anni nella stessa casa, la scorsa settimana Lui si è trasferito. Ha solo cambiato quartiere e parte dei coinquilini, intendiamoci, ma la casa è decisamente diversa. E la cucina...ah, la cucina. Finalmente dotata di fornelli come si deve, un lavabo degno di questo nome e sufficiente spazio per frullare, mescolare e tutto quanto...oggi mi ha permesso di portare a termine la prima performance culinaria "fuori sede", per così dire, dopo un bel po' di tempo.
Non potete immaginare la gioia quando l'ho vista. Anche perché le richieste di spadellamenti vari stavano diventando sempre più insistenti, diciamolo...;)
Quindi, per sperimentare questa nuova location, ho provato a fare la Kinder Paradiso (su sua richiesta, ovviamente..io e il pan di spagna non ci troviamo molto d'accordo, sono un'ingegnere da crostate, lo ammetto), con la ricetta che ho trovato qui. Avevo curiosato un po' in rete, ma mi sono fatta consigliare dall'esperto di merendine in questione (Lui, nemmeno a dirlo) e questa è stata approvata per il primo tentativo. Ho semplicemente sostituito l'aroma alla vaniglia con le bacche, causa disponibilità del negozio, e ho usato una teglia più piccola, che secondo me era sufficiente per le dosi indicate.
Comunque che dire...c'è da specializzarsi. Il sapore era quello, per quanto poco la conosca, il problema è stata la consistenza della crema: un po' troppo fluida, faticava a compattarsi e a "tenere su" le merendine. Ma diciamolo: non era certo colpa della ricetta, ma di QUALCUNO che mi aveva promesso di comprare una bilancia mai pervenuta (e con le dosi a occhio, o meglio a cucchiai, devo migliorare!). Ma ho già avuto una cucina degna di questo nome, quindi non esageriamo!:) Comunque sia, buona era buona, e di sicuro più sana della versione confezionata...quantomeno, si sa cosa ci si mette dentro. E chissà che questa prima sperimentazione non porti ad altre ricette-copia di merendine Kinder e simili...di certo per la Paradiso ci sarà un nuovo tentativo in presenza di una bilancia!

Perciò, bando alle ciance, ecco qui la ricetta, dedicata a Lui e ai suoi nuovi coinquilini, alla nuova casa e al nuovo anno (accademico, s'intende)!

Buona merenda!



KINDER PARADISO

INGREDIENTI BASE DI PAN DI SPAGNA (teglia rotonda da 24 cm di diametro)

  • 4 uova
  • 120 g zucchero
  • una bacca di vaniglia
  • la scorza di un limone
  • 120 g farina
  • 30 g amido di mais
  • un pizzico di sale
  • 5 g lievito vanigliato
  • 40 g burro
In una terrina, sbattere due uova intere e due tuorli con lo zucchero, fino a ottenere un composto bello gonfio. Aprire la bacca di vaniglia, estrarre i semini e unirli al composto insieme alla scorza grattuggiata del limone. A parte, mescolare farina, sale, amido e lievito e unirli delicatamente al composto, quindi montare a neve i due restanti albumi e incorporarli mescolando dal basso verso l'alto per non farli smontare. Nel frattempo, fondere il burro, raffreddarlo e unirlo all'impasto. Imburrare e infarinare una teglia (possibilmente apribile), versarvi il tutto e infornare a 180° per 20 minuti, quindi spegnere il forno e lasciare all'interno la torta per altri 10 minuti. Sfornare e lasciar raffreddare completamente.

INGREDIENTI CREMA
  • 1/2 litro latte intero
  • 1/2 bacca di vaniglia
  • 100 g zucchero
  • 50 g amido di mais
  • 200 ml panna fresca da montare
  • 3 cucchiaini di miele
Mettere in un pentolino il latte e i semini di mezza bacca di vaniglia e scaldare il tutto; in una terrina, miscelare amido e zucchero e unirvi a filo il latte caldo mescolando continuamente con una frusta per evitare di formare grumi. Rimettere sul fuoco il composto e lasciar addensare mescolando sempre; una volta addensata, lasciar raffreddare mescolando di tanto in tanto, quindi riporre in frigorifero. A parte, montare la panna ben fredda con il miele finché non sarà ben ferma, quindi unirla alla crema raffreddata, ancora una volta mescolando con attenzione dal basso verso l'alto. Riporre nuovamente il tutto in frigo.


A questo punto, dividere la torta a metà per ottenere due strati, quindi farcirla con la crema, ricavare dei rettangolini (serve un coltello molto tagliente, altrimenti si sfalda tutta!) e metterli in frigo in modo che si compattino bene. Cospargere con dello zucchero a velo e servire.


Suggerimento: io ho eliminato la parte esterna della torta per "schiarirla" un po', così da farla sembrare un po' più simile all'originale...questione di gusti!


martedì 2 ottobre 2012

Ebbene sì, chiamatemi DOTTORESSA!


Dopo 3 anni
22 esami
e 180 crediti..
finalmente..
"La dichiaro dottore in ingegneria biomedica."

:D



martedì 25 settembre 2012

Pollo, fichi e l'autunno in tavola.

..e la prima ricetta creata appositamente per un contest.

Nonostante il caldo asfissiante che continua imperterrito, questa pioggia (e i capelli che mi fanno sembrare una strega impazzita) ce lo ricorda: l'autunno è arrivato! E oltre a portare una totale incapacità di scegliere cosa mettersi per uscire di casa, porta un ingrediente che amo alla follia: i fichi! Sempre forniti dal nonno, eccetera eccetera eccetera...e soprattutto, i fichi erano uno degli ingredienti che di questo fantastico contest che ho trovato curiosando qui e là. 



Dieci ingredienti disponibili, l'importante era che ne comparisse qualcuno...perciò, la mia scelta è caduta sugli adorati fichi, insieme a pollo, pecorino e mandorle. Et voilà! Lui, il mio Lui, lo sperimentatore degli azzardi culinari della sottoscritta, si è detto soddisfatto. Spero lo siate anche voi (e che sia quanto richiesto dal contest, visto che tutto è nato da li!)...enjoy!




PETTO DI POLLO FARCITO CON FICHI, PECORINO E MANDORLE

INGREDIENTI (per 2 persone):

  • un petto di pollo 
  • 4 fichi belli sodi (io ne ho usati 2 verdi e 2 neri)
  • qualche fettina di pecorino (ho usato il Bregante)
  • una decina di mandorle
  • rosmarino
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • una noce di burro
  • uno scalogno
  • sale e pepe
Tagliare il petto a metà per ottenere due pezzi; aprire entrambi lateralmente in modo da creare una tasca. Riempire ciascun pezzo con un fico tagliato a fettine, metà del pecorino e 3-4 mandorle frantumate. Chiudere la tasca con dello spago da cucina (io in assenza di quello ho fatto una "cucitura" di stuzzicadenti, della serie: cucina per studenti...) e fissare con uno stecchino o con lo spago un bel rametto di rosmarino su ciascuno dei pezzi.
In una padella, scaldare il burro fino a fonderlo, quindi farvi appassire lo scalogno per qualche istante. Mettere in padella il pollo e lasciarlo rosolare qualche minuto, finché non perderà tutto il rosa almeno esternamente. A questo punto sfumare con il vino bianco; quando sarà evaporato, unire i due fichi restanti tagliati a spicchi, se necessario aggiungere un po' di acqua calda per non farlo asciugare troppo, quindi abbassare il fuoco, aggiustare di sale e coprire. Cuocere coperto finché la carne non risulterà tenera e i fichi non formeranno una sorta di composta con lo scalogno, il vino e l'eventuale acqua.
Una volta pronto, servirlo dopo aver tolto gli stecchini (sembra una stupidaggine, ma io devo ricordarmi anche questo, stordita come sono) e cosparso di mandorle tritate o con qualche fico fresco.




Ps: come sempre chiedo scusa per la pessima foto..ma di sera, in cucina, senza possibilità di cambiare "set" o illuminazione..purtroppo è venuta così :( ma provvederò a rifarlo e a fotografarlo meglio!;)


giovedì 20 settembre 2012

Lunga vita al rotolo di pasta frolla!

Eccolo lì. Il rotolo di pasta frolla abbandonato in frigo. A volte capita di fare la super spesa, quella da ipermercato, quella che ti prende mezzo pomeriggio, quella in cui compri provviste per un mese. Ecco, puntualmente in quelle spese io compro almeno un rotolo di frolla e uno di sfoglia. Perché? Bè, forse nella mia testa penso che "non si sa mai"...ho dei problemi con gli imprevisti, questo è chiaro. Ma mentre prima o poi un aperitivo dell'ultimo minuto in cui urgono salatini improvvisati, la frolla rimane inesorabilmente li.
E FINALMENTE, un compleanno di un amico ha permesso a uno di quei rotoli di sfoglia abbandonati di diventare questa crostata dell'ultimo secondo. La prima di una lunghiiiissima serie di crostate così, visto che già dal primo assaggio è diventata una delle passioni di famiglia, amici e fidanzato. La preparazione, considerando di usare la frolla pronta, è ultra veloce, e anche se decidete di preparare la frolla, i tempi si allungano di poco...ed è veramente buona!

Suggerimento goloso: dovete prepararla per un'occasione e quindi, ahimé, dovete lasciarla integra? Cuocete i ritagli di frolla avanzati nel forno caldo, e poi provateli con la crema rimasta...vi conquisteranno!


CROSTATA DI RICOTTA E MASCARPONE

INGREDIENTI:
  • un rotolo di pasta frolla (se volete anche coprirla, come nella foto, ne servono due)
  • una confezione di ricotta
  • una confezione di mascarpone
  • 10 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaio raso di fecola di patate
  • 2 tuorli
  • vanillina (o altri aromi, l'aroma di mandorla è ottimo)
  • scorzette candite, o frutta secca, o scagliette di cioccolato fondente
Non dovete fare altro che mescolare tutti gli ingredienti in una ciotola, fino ad ottenere una crema bella liscia. Stendete la frolla, ancora con la sua carta da forno, nella tortiera, quindi riempitela con la crema ed eventualmente coprite con il secondo strato. Infornate per 45 minuti circa a 180°. 

domenica 16 settembre 2012

Essere così, dopo venticinque anni.

Della serie: sperare di poter festeggiare allo stesso modo, prima o poi.

Perché quando due sono innamorati così, dopo venticinque anni (e più, in realtà) non si può che festeggiare alla grande, e ballare, ridere, e festeggiare ancora.

In poche parole? 
Auguri, mamma e papà. 

Per questi, e per i prossimi venticinque!


(e per il blog? un "assaggio" della festa. Da mangiare anche con gli occhi...)


lunedì 10 settembre 2012

Madeleines a colazione

A volte, a colazione ci vuole qualche bel dolcetto morbido da inzuppare nel latte o nel tè, qualcosa di non pasticciato ma che sia buono e che tolga la voglia di dolce...ecco, secondo me le madeleines servono a questo. Preparate qualche giorno fa per una colazione in compagnia degli amici, sono servite proprio a farci alzare col sorriso...e con quel buon sapore di mandorla che ti si scioglie in bocca. E sono veramente tanto tanto tanto facili da fare, richiedono poco tempo di cottura e se ne possono preparare un bel po' in una volta sola. Meglio di così..!



MADELEINES


INGREDIENTI (per 18-20 madeleines):

2 uova
1/2 bustina lievito in polvere
130 g farina
100 g zucchero
100 g burro
7 gocce aroma di mandorla (io ne avevo uno poco forte, ne ho usate 10)
5-6 cucchiai di latte
burro e farina per lo stampo

In una ciotola, mescolare le polveri farina, lievito e zucchero miscelandoli bene. Far sciogliere il burro e lasciarlo raffreddare, quindi mescolarlo insieme alle uova sbattute, al latte e all'aroma di mandorla. Unire il tutto alle polveri e amalgamare bene il tutto. Riporre in frigorifero per almeno un'ora, coperto.
Dopo il riposo, imburrare e infarinare uno stampo per madeleines e versare in ogni stampino un cucchiaio di composto (non di più, si gonfiano molto in cottura). Infornare a 200° (forno preriscaldato) per 5-6 minuti, quindi abbassare la temperatura a 180° e lasciar cuocere per altri 10-12 minuti (o finché appariranno gonfie e colorate).

lunedì 3 settembre 2012

Bavarese di fine estate

Estate finita, ahimé, anche troppo in fretta. La prima estate, da anni ormai, che per me non abbia significato preparare esami, magari pure lavorare, portarsi libri e dispense qua e là per i posti di vacanza. Questa estate, la quasi ingegnere si è rilassata, nel vero senso della parola...e questo relax ha dato origine a un'invenzione, una delle poche invenzioni che ho prodotto (visto che la mia mente, per quanto ingegneristica, è davvero limitata quanto a fantasia), data dal taaaanto tempo a disposizione (e dalla voglia di impegnare il cervello in qualcosa che non fosse la Settimana Enigmistica, diciamocelo). Tutto è nato perché dovevo portare un dolce a una cena: io avevo voglia di cheesecake, di consistenza biscottosa e cremosa insieme ma era un rischio, non conoscendo i gusti degli altri. In più, avevo voglia di provare qualcosa che non avessi mai preparato prima. Il frigo poi era pieno zeppo di pesche...quindi, è nata questa bavarese (ricetta che "mancava" sia a me che ai miei angeli custodi mamma e nonna, quindi internet mi è venuto decisamente in aiuto) su un fondo in stile cheesecake con le pesche caramellate. Logico, no?;)

PS: la foto è terribile, ne sono consapevole, ma è sparita prima che potessi fotografarla decentemente......


BAVARESE ALLA VANIGLIA CON PESCHE CARAMELLATE

INGREDIENTI (teglia di 24-26 cm di diametro)

per la base:
  • una confezione di biscotti Digestive
  • 100 g cioccolato fondente
  • 100 g burro
per la bavarese (ricetta di Giallo Zafferano)
  • 300 ml di latte
  • 350 ml panna
  • 5 tuorli
  • 11g colla di pesce
  • 120 g zucchero
  • mezza stecca di vaniglia
per le pesche:
  • 2 pesche (di qualsiasi tipo)
  • 2 pesche noci
  • 2-3 cucchiai zucchero di canna
Mettere i biscotti in un sacchetto e batterli con un batticarne o un mattarello per ridurli in briciole (in alternativa si possono frullare, dipende dalla quantità). In una ciotola, mescolare le briciole, il burro fuso e il cioccolato sciolto a bagnomaria. Amalgamare il tutto con un cucchiaio o con le mani e disporre il composto nella teglia (preferibilmente a cerchio apribile) ricoperta di carta da forno. Premerlo bene sul fondo con le mani e mettere in frigo a riposare.
Tagliare le due pesche a cubetti, e saltarle in padella con un cucchiaio di zucchero di canna e un cucchiaio di acqua, finché non risulteranno belle caramellate.
Preparare la bavarese secondo la ricetta indicata qui, quindi prima di farla rapprendere unirvi le pesche caramellate e disporre il tutto sulla base precedentemente preparata, quindi riporre nuovamente il tutto in frigorifero.
Caramellare ora le pesche noci con lo stesso procedimento, facendo però attenzione a tagliarle a fettine (serviranno per la decorazione). Una volta pronte, disporle sulla superficie della bavarese a proprio piacimento, e rimettere il tutto in frigo per almeno 4-5 ore.

martedì 28 agosto 2012

Da Vernazza con furore, ovvero tradizioni di famiglia.

Come da tradizione, ad Agosto si parte per il mare. Ogni anno, sempre meno giorni, ma tra Lui che abita da tutt'altra parte, le vacanze e tutto quanto...i giorni di stop vero e proprio sono pochissimi! E mare significa, in gran parte, nonna, con annessi vizi, soprattutto in ambito culinario...per questo oggi voglio rendere merito a lei e alle origini della parte "materna" della mia famiglia. I miei nonni sono due purissimi Cinqueterrini, se mi passate il termine, quindi la tradizione culinaria si basa su pesce...pesce...pesce! E come dispiacersene...! Oggi posto una ricetta della nonna, proprio di casa sua, Vernazza, la "terra" a cui da sempre sono più affezionata. Che dire...è una chicca, semplice da realizzare (pur di trovare una buona materia prima!) e davvero speciale. Provare per credere!


TEGAME DI ACCIUGHE ALLA VERNAZZANA

INGREDIENTI (per 6 persone)

  • 7 etti acciughe
  • 4 patate medie
  • 1/2 cipolla (o 1 piccola)
  • 1 scatola pomodori a pezzettoni
  • pomodorini freschi
  • aglio, prezzemolo e rosmarino
  • 1 bicchiere vino bianco
  • sale, olio
Tagliare 3 delle 4 patate a fette spesse circa 1/2 centimetro, quindi ungere la teglia e disporre le patate sul fondo. Tagliare l'ultima patata a fette più sottili e disporre le fette sui lati della teglia, in modo che arrostiscano bene. Salare e ricoprire lo strato di patate con la cipolla tagliata a fettine sottili, quindi infornare il tutto a 180°-200° per 5-10 minuti, per ammorbidire leggermente le patate. 
Nel frattempo, pulire le acciughe privandole della testa e delle interiora, lasciando la lisca e la coda. Una volta sfornate le patate, ricoprirle con le acciughe pulite, disponendole in modo ordinato su tutta la superficie (se sono troppe, si possono "stringere" senza problemi, oppure si possono sovrapporre). Salare e per il terzo strato mescolare la polpa a pezzettoni con i pomodorini tagliati a metà oppure lasciati interi, secondo i propri gusti, e aggiungere sale, olio e origano. Cospargere le acciughe con il composto di pomodoro, quindi aggiungere un trito di aglio, prezzemolo e rosmarino (ribadito dalla nonna: "Mi raccomando il rosmarino!") schiacciandolo con le mani sulla superficie delle acciughe. Irrorare con il bicchiere di vino bianco e infornare alla stessa temperatura, fino a quando le patate diventeranno morbide.

Appunto della nonna: Non deve asciugarsi troppo, quindi se mentre cuoce provate a "scuotere" la teglia, le acciughe devono muoversi all'interno. Se questo non succede significa che è troppo asciutto, quindi aggiungete un po' d'acqua.

Buon Appetito!


Con questa ricetta partecipo a